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ANCHE I SANTI HANNO I BRUFOLI
di Giovanni Scifoni



Una volta san Romualdo ha incontrato un brigante e gli ha detto...” Le nonne raccontavano le vite dei santi, e avveniva nella quotidianeità, in mezzo alle faccende domestiche, mentre si stendeva l’impasto delle tagliatelle, mentre si spidocchiavano le teste dei bambini, quest'usanza col tempo si è persa, di nonne che raccontano ne son rimaste poche, e la società contemporanea ha delegato questo compito alla fiction televisiva, per cui ormai nel nostro immaginario tutti i santi del calendario hanno la faccia di Beppe Fiorello, ed è un peccato, non perché Beppe sia un brutto uomo, tutt'altro, ma proprio perché alcuni di loro belli, altri invece orrendi, deformi, altri angelici.

Anche i santi hanno i brufoli” è uno spettacolo narrativo che ripercorre quei racconti dimenticati, quando nonna parlava e nella nostra immaginazione si costruiva la faccia del santo... e nonna non aveva paura a mescolare realtà e leggenda, fatti storici con fregnacce inaudite stratificate nel tempo, ma magnifiche, questi santi facevano di tutto, sembra abbiano vissuto 50 vite, eroi giganteschi in piccoli corpi, sono le gesta di uomini innamorati pazzi, che partono per un viaggio, il viaggio per scoprire cosa il loro innamorato voglia da loro, qual è l'impresa che ha affidato loro. È un viaggio inquieto, pieno di peripezie, disastri, questi uomini e queste donne non trovano pace finché non arrivano alla fine di questo viaggio, l'incontro con lo sposo, quando chiudono gli occhi, finalmente, felici, entrano nella stanza del letto nuziale.

Ma a volte succede qualcosa di strano, sembra che Dio lo faccia apposta: si sceglie le persone peggiori per compiere le sue grandi opere, e forse lo fa per rendere evidente che sicuramente è merito suo. Spesso i santi sono persone senza qualità, senza talento, che ricevono una proposta: vuoi fare questa cosa? Non sei capace a farla e sicuramente sarà un casino. Ti va?


Il santo è colui che risponde: se ci sei Tu mi va.